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Svalbard science conference

Il 25 novembre, per la prima volta nella storia della ricerca antartica italiana, è stato messo a mare un mooring attraverso un foro praticato nel pack. Un’operazione senza precedenti, che conferma la capacità italiana di innovare e operare ai limiti estremi della ricerca polare. Il successo è stato possibile grazie alla perfetta sinergia di una squadra altamente qualificata.
L’impresa, guidata dalla ricercatrice del CNR–ISP (Dr. P. Giordano) e dal personale ENEA, con il supporto delle unità speciali delle Forze Armate Italiane presenti presso la Stazione Mario Zucchelli, è stata realizzata nell’ambito del progetto PNRA PACE (PI Prof. O. Mangoni, uninait) Il varo di un mooring non era mai stato effettuato prima direttamente sul pack antartico. Il mooring PACE, consiste in una struttura verticale ancorata su un fondale di 196 metri di profondità, equipaggiata con diversi strumenti di campionamento e misura distribuiti lungo la colonna d’acqua. La strumentazione opererà in modo autonomo e continuo per i prossimi due mesi, registrando parametri oceanografici e raccogliendo campioni di fitoplancton, zooplancton e particellato sospeso. Il recupero del mooring, previsto per fine gennaio, avverrà con il supporto dei ricercatori dell’UniParthenope con la R/V Laura Bassi. I dati raccolti saranno fondamentali per comprendere l’evoluzione delle comunità planctoniche e i flussi di carbonio durante l’avvio della stagione produttiva e per l’intera estate australe.

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Celebrati al CNR i 40 anni del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). Alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni coinvolte nel Programma sono stati analizzati i traguardi raggiunti e illustrate le prospettive e le sfide scientifiche per il prossimo futuro. Inaugurata anche la mostra interattiva ‘Antartide il Continente Bianco. 40 anni di ricerca italiana’ - COMUNICATO STAMPA 

 

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È appena iniziata in Antartide la quinta e ultima campagna di perforazione del progetto Beyond EPICA - Oldest Ice. Nel campo remoto di Little Dome C, a un'altitudine di 3.200 metri e a -35°C, il team internazionale composto da 15 persone tra scienziati, scienziate e personale logistico sarà impegnato nelle attività di perforazione della roccia sottostante la calotta glaciale antartica e nell'estrazione di repliche di campioni di ghiaccio prelevati durante la scorsa stagione, contenenti informazioni sul clima del passato fino a oltre 1,2 milioni di anni fa. Il progetto, guidato dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche, è tra le imprese scientifiche più ambiziose nel campo della paleoclimatologia.  - COMUNICATO STAMPA 

 

Svalbard science conferenceUn team internazionale di scienziati e studenti, guidato dall’Università Artica della Norvegia (UiT), ha annunciato l’importante scoperta di un sistema di emissioni attive sul fondale artico. Il risultato è stato ottenuto durante l’attuale spedizione EXTREME25 a bordo della nave da ricerca Kronprins Haakon.

Grazie al veicolo operato da remoto ROV ÆGIR 6000, i ricercatori stanno esplorando il margine di placca che divide il Nord America e l’Eurasia nel Stretto di Fram, l’area di passaggio tra la Groenlandia e Svalbard. Durante le operazioni è stato identificato un nuovo campo di emissioni diffuse lungo la scarpata di faglia di un oceanic core complex (OCC). Il sensore SAGE (Sensor for Aqueous Gases in the Environment), sviluppato dalla Woods Hole Oceanographic Institution, è stato utilizzato in situ per confermare la presenza di metano nei fluidi. Ciò è particolarmente rilevante perché il contesto geologico dell’area suggerisce la possibilità che il metano sia di origine abiotica, ovvero prodotto senza intervento biologico. Il nuovo campo è stato proposto con il nome Frigg Vent Field, in omaggio alla dea norrena della saggezza e lungimiranza. Il sito si trova a 2.700 metri di profondità, in una delle regioni geologicamente più affascinanti dell’Artico.  - NOTA STAMPA 

 

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Uno studio del Cnr-Isp, realizzato con il supporto dell'Università degli studi di Perugia, ha analizzato la neve e il ghiaccio sui ghiacciai dell'Isola di Spitsbergen, alle Svalbard (Norvegia). I risultati, pubblicati su Environmental Research e Journal of Hazardous Materials, rivelano la presenza di inquinanti emergenti in misura maggiore rispetto a quelli già noti nella criosfera artica, che potrebbero essere messi nuovamente in circolo nell'ambiente a seguito della fusione glaciale. - COMUNICATO STAMPA CNR

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0013935125021954?via%3Dihub
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S030438942502970X?via%3Dihub

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È stato pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research: Oceans l’articolo dal titolo “A Multiobservation Analysis of the 2017 Dense Water Formation Events: Climate Change, Bottom Density Currents, and Adriatic-Ionian Sea Circulation (Mediterranean Sea)”, disponibile al seguente link: http://dx.doi.org/10.1029/2024JC022306

Il lavoro, frutto della collaborazione tra tre istituti di ricerca italiani (ISP, ISMAR e OGS), rappresenta una sintesi dell’intera rete osservativa attiva nel Mar Adriatico e nel Mar Ionio, grazie alla quale si è seguita l’evoluzione del processo naturale di formazione delle acque dense (registrato nel 2017), dalla genesi nel Nord Adriatico fino alle profondità del Mar Ionio. Queste scoperte scientifiche saranno utili per verificare dinamiche analoghe che si manifestano nelle regioni polari. La formazione di acque dense avvengono anche nel Labrador Sea, nella Greenland–Scotland Ridge tra Groenlandia e Islanda (processo che influenza anche la AMOC), o nello Storfjorden, dove il mooring S1 è posizionato per monitorare i cambiamenti nello spreading dell’acqua densa attraverso lo stretto di Fram.

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E' aperta la call per l'accesso alla Stazione Artica Dirigibile Italia CNR per l'anno 2026. Le proposte dovranno essere presentate esclusivamente tramite il portale di gestione della base, accessibile all’indirizzo: Arctic Station Dirigibile Italia

Access Call 2026: https://dirigibileitalia.isp.cnr.it/page.php?id=17
Apertura della call:
10 novembre 2025
Scadenza per la presentazione delle proposte: 10 dicembre 2025

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Giovedì 5 novembre si è svolto a Bologna il meeting follow up di Istituto, un appuntamento interamente dedicato alle attività e alle strategie future dell’Istituto. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto, durante la quale sono stati presentati i nuovi gruppi di lavoro, progetti e iniziative in corso e le prospettive future.
L’incontro si è svolto in un clima di grande partecipazione e condivisione, ponendo le basi per una collaborazione sempre più efficace e per il raggiungimento degli obiettivi comuni dell’Istituto.

Svalbard science conferenceUn team internazionale a cui hanno partecipato ricercatori italiani del Cnr-Ibf e Cnr-Isp, ha analizzato e spiegato le ragioni dello spettacolare “effetto a specchio” che caratterizza la distesa salata Salar de Uyuni, in Bolivia. Lo studio, che per la prima volta unisce dati del programma Copernicus e osservazioni in situ per studiare questo fenomeno, è pubblicato sulla rivista Communication Earth & Environment, del gruppo Nature - COMUNICATO STAMPA CNR

Un video relativo alla ricerca, curato da Nature, è disponibile al link https://youtu.be/O3qXO9ofgDU

(Immagine: Lo spettacolare effetto specchio della superficie del Salar de Uyuni (Credits: Stefano Vignudelli))

 

Svalbard science conferenceRicercatori e associati ISP sono presenti alla Svalbard Science Conference 2025 a Oslo con diversi contributi sia orali che poster. La direttrice Prof. Giuliana Panieri ha tenuto una relazione ad invito nella sessione "Svalbard in a pan-Arctic context", illustrando le attività dell'istituto in Artico.

 

 

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